A norma GDPR davvero, non solo sulla carta.
Il servizio di compliance GDPR di Gendata è il percorso di adeguamento al Regolamento europeo sulla protezione dei dati: assessment, documenti, misure tecniche e gestione delle violazioni. Gendata unisce la parte normativa a quella tecnologica — perché la privacy non si fa solo con i moduli, si fa anche con i sistemi.
Cosa significa essere conformi al GDPR nel 2026
Il GDPR è in vigore dal 25 maggio 2018: non è più una novità, è la base. Impone alle organizzazioni di trattare i dati personali con consenso e trasparenza, di rispettare i diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione, opposizione), di proteggere i dati con misure adeguate, di notificare le violazioni entro tempi precisi e, in alcuni casi, di nominare un DPO. Otto anni dopo, però, in molte PMI l’adeguamento si è fermato a un faldone compilato una volta e mai più aggiornato.
Il problema è che la conformità non è un documento: è un modo di gestire i dati che deve reggere a un controllo del Garante, a una richiesta di un interessato o — il caso peggiore — a un data breach reale. Il nostro percorso parte da un assessment onesto di dove sei oggi, mette in fila registri, informative e nomine, e poi passa a ciò che i consulenti “solo carta” non coprono: le misure tecniche. Backup, controllo degli accessi, protezione delle postazioni e della rete — le stesse competenze che portiamo nei progetti di cyber security.
E se la tua azienda rientra anche nel perimetro della direttiva NIS2, ha senso affrontare le due normative insieme: molte misure si sovrappongono e farle una volta sola costa meno che farle due volte. Per la gestione operativa degli adempimenti proponiamo PrivacyLab PSM, il software che tiene vivi registri e documenti invece di lasciarli invecchiare in un cassetto.
Cosa comprende il percorso di adeguamento
Assessment privacy
Fotografia onesta di come tratti i dati oggi: cosa raccogli, dove lo conservi, chi ci accede, cosa manca rispetto al Regolamento.
Registro dei trattamenti
Costruiamo e manteniamo il registro delle attività di trattamento: il documento che il Garante chiede per primo, aggiornato alla realtà e non al 2018.
Informative, consensi e nomine
Informative chiare per clienti e dipendenti, gestione dei consensi, nomine di responsabili e autorizzati: la catena delle responsabilità messa per iscritto.
Misure di sicurezza tecniche
Il GDPR chiede misure “adeguate”: noi le implementiamo davvero — backup, cifratura, controllo accessi, protezione di postazioni e rete.
Gestione dei data breach
Procedura pronta prima che serva: come riconoscere una violazione, valutarla e notificarla al Garante entro 72 ore, senza improvvisare nel panico.
Formazione e mantenimento
Formiamo le persone che trattano i dati e teniamo aggiornato l’impianto nel tempo: la conformità è un processo, non un progetto che finisce.
Domande frequenti
La mia PMI deve davvero adeguarsi al GDPR?
Sì: il GDPR si applica a qualsiasi organizzazione che tratta dati personali, dalla ditta individuale alla multinazionale. Cambia la complessità degli adempimenti, non l’obbligo. Se hai dipendenti, clienti o fornitori, tratti dati personali — e quindi il Regolamento ti riguarda.
Cosa rischio se non sono a norma?
Le sanzioni previste dal GDPR arrivano fino al 4% del fatturato annuo mondiale o 20 milioni di euro. Ma per una PMI il rischio più concreto è un data breach gestito male: danni operativi, clienti persi e un’ispezione del Garante affrontata senza documentazione. Essere a norma è anche il modo più economico di gestire un incidente.
Quanto dura un percorso di adeguamento?
Dipende da dove parti: chi ha già un impianto documentale da aggiornare fa prima di chi parte da zero. L’assessment iniziale richiede poco tempo e ti dà subito la misura del lavoro; il percorso completo si sviluppa tipicamente in alcune settimane o pochi mesi, in base alla complessità dei trattamenti.
Che differenza c’è tra GDPR e NIS2? Devo fare entrambi?
Il GDPR protegge i dati personali e vale per tutti; la NIS2 riguarda la sicurezza informatica dei soggetti nei settori individuati dalla direttiva e recepiti dall’ACN. Se rientri in entrambi, molte misure tecniche e organizzative si sovrappongono: affrontarle in un unico percorso evita di pagare due volte lo stesso lavoro.
Il tuo faldone privacy reggerebbe un’ispezione?
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